RICORDO ATENIESE, LA PRIMA MARATONA NON SI SCORDA MAI

pubblicato il: 28/06/2017

E’ una bella sensazione ricordare la prima maratona corsa, e anche se sono già passati più di 10 anni, il ricordo è sempre vivo ed emozionante. Era l’anno “di grazia” 2006 e fu così che decisi di cimentarmi, o meglio che mi convinsi di essere finalmente pronto per una vera maratona dopo aver sempre praticato come sport la corsa, anche se mai con distanze così lunghe ed impegnative. Pensai che come inizio dovevo cercare qualcosa di significativo e dato che era ancora molto forte il ricordo della grande impresa di Stefano Baldini alle olimpiadi di Atene di due anni prima, scelsi come “battesimo del fuoco” la maratona di Atene. Iniziai così a programmare la mia preparazione in vista di quell’evento, in maniera tale da arrivare in una condizione che mi permettesse di godermi serenamente la gara fino in fondo senza troppi affanni. Se c’è una cosa su cui non transigo mai, è sempre quella di prepararmi in maniera tale da affrontare le gare serenamente, evitando inutili stress da prestazione che segnano inesorabilmente la condizione di chi affronta con altro spirito questo tipo di eventi. Fortunatamente il buon senso ovvero la voce della mia coscienza mi dice sempre: “Massimo ricordati che sei un appassionato e non un professionista, corri per divertirti, i tempi lasciali fare a chi pratica questo sport per professione!”. Ed eccomi giunto ad Atene di venerdì senza particolari problemi legati alla mia preparazione. La prima cosa che mi rimase impressa quando arrivai ad Atene fu la pulizia della città: avevo avuto modo di vederla una decina di anni prima indubbiamente diciamo pure … molto diversa. Le giornate antecedenti alla gara le vissi con grande serenità, godendomi la città e le sue bellezze. Il giorno della gara era previsto il trasferimento in bus a cura dell’Organizzazione verso la mitica piana di Maratona ove ci fu la celebre battaglia tra greci e persiani. Una volta sceso dal bus, credo fossero le 7, mi accorsi immediatamente che di mitico non c’era più nulla, soltanto una gran moltitudine di persone che attendeva paziente l’inizio della gara. Ricordo che contrariamente ai giorni precedenti, la temperatura di quella mattina era fredda (sotto i 10 gradi) e per tal motivo la gente si era assiepata negli unici luoghi chiusi disponibili: i bagni. Un volta superato “l’impasse” dell’attesa, eccomi finalmente al via: la mia avventura aveva avuto finalmente inizio. Devo dire che i primi dieci chilometri sono stati una passeggiata di salute, senza particolari problemi in quanto la strada non presentava particolari pendenze o dislivelli. Ma come si suol dire “non sono sempre rose e fiori”: i successivi 20 chilometri sono stati un vero calvario, ovvero un saliscendi continuo fino ad una sorta di sottopassaggio che immetteva nella città di Atene. Durante questo tratto di percorso la mia salvezza fu un simpatico atleta svedese non proprio giovanissimo che presi come riferimento in quanto aveva un passo molto simile al mio. E’ stata una grande fortuna potermi “accodare” dietro di lui, aspettando pazientemente la fine “della campagna ateniese”. Eh già perché prima di arrivare ad Atene i 30 chilometri che uniscono Maratona ed Atene sono totalmente brulli ed incolore, c’erano in mezzo “soltanto” 7 o 8 saliscendi impegnativi che ogni tanto mettevano a dura prova la resistenza delle mie gambe. Una volta superato quella specie di sottopassaggio ed entrato in Atene tirai un sospiro di sollievo perché adesso mancavano veramente pochi chilometri al traguardo. Finalmente potei anche apprezzare l’incitamento del pubblico, non numeroso, ma presente. Gli ultimi 500/600 metri non me li dimenticherò mai: la strada prevedeva un passaggio parallelo all’ingresso dello stadio con una “maligna” curva a gomito in salita di un centinaio di metri che portava all’ingresso dello stadio Panathinaiko, il famoso stadio dalla forma a “ferro di cavallo” di marmo bianco costruito in occasione delle prime Olimpiadi moderne del 1896. Fu un momento bellissimo, la fatica che era tanta, di colpo svanì e mi permise di lanciarmi con un grande sorriso fino al traguardo. Fu così che completai la mia prima maratona, una grande gioia perché ero riuscito a realizzare un obiettivo che per il sottoscritto significava molto, ovvero aver saputo gestire il mio corpo senza grossi risentimenti.

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Laura Galli commentato il 29/06/2017
Ciao Massimo. Che bei ricordi... Correrò la maratona di Atene quest'anno: farò sicuramente tesoro delle tue parole e dell'esperienza che hai vissuto tu.

AUTORE:


Massimo Manzoni

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correre, running, starebene, Estero, viaggiare

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Correre